È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 agosto 2025, il D.L. n. 116/2025, recante “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi”.
Il decreto – che, a pena di decadenza, dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione ma efficace a decorrere dal 9 agosto 2025 – introduce rilevanti novità in materia di illeciti ambientali e di responsabilità amministrativa degli enti.
In particolare:
- da un lato, interviene su fattispecie incriminatrici già previste dal Codice penale e dal Testo Unico Ambientale (tra cui gli artt. 452-sexies e 452-quaterdecies c.p. e gli artt. 256, 256-bis, 257, 258 e 259 TUA), prevedendo un inasprimento del quadro sanzionatorio ed introducendo nuove circostanze aggravanti (tra le quali l’art. 259-bis TUA-aggravante dell’attività di impresa);
- dall’altro, introduce nuove ipotesi delittuose, ora ricomprese nel catalogo dei reati presupposto ai sensi del D.Lgs. 231/2001, quali:
- art. 255-bis TUA – abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari;
- art. 255-ter TUA – abbandono di rifiuti pericolosi;
- art. 256-bis TUA – combustione illecita di rifiuti (già esistente, riformulato e ora espressamente incluso tra i reati presupposto);
- art. 259-ter TUA – delitti colposi in materia di rifiuti.
Di particolare rilievo, ai fini della disciplina ex D.Lgs. 231/2001, è la nuova formulazione dell’art. 25-undecies, che prevede:
- l’inclusione delle nuove fattispecie ambientali;
- l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie e interdittive applicabili agli enti;
- la possibilità di applicare la sanzione dell’interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività, qualora l’impresa sia stabilmente utilizzata per la commissione di taluno dei reati ambientali ivi espressamente previsti e richiamati.
Cosa fare ora?
Alla luce delle novità introdotte dal D.L. n. 116/2025, le società dotate di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 dovranno:
- valutare i rischi correlati alle nuove fattispecie;
- avviare un aggiornamento dei propri Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo;
- implementare e/o valutare l’adozione di protocolli e/o policy aziendali;
- formare adeguatamente il proprio personale.
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DCP può affiancare le aziende nell’adeguamento alle novità introdotte dal D.L. n. 116/2025, garantendo strumenti pratici per aggiornare i Modelli Organizzativi ex D. Lgs. n. 231/2001, le procedure interne e le policy aziendali in materia ambientale.
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