Il 24 aprile 2024, il Parlamento Europeo ha adottato formalmente la CSDDD (“Corporate Sustainability Due Diligence Directive”), nota anche come Supply Chain Act. Questa Direttiva fa parte del più ampio quadro di provvedimenti previsti dal Green Deal europeo e mira a prevenire ed eliminare gli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente causati dalle attività delle società, sia intese singolarmente, sia considerando la loro intera catena di fornitura.
L’approvazione della Direttiva, dopo numerosi e profondi cambiamenti, rappresenta un passo importante verso una sostenibilità europea a tutto tondo, attenta al benessere sociale, al rispetto dei diritti fondamentali e dell’ambiente. Infatti, è un dato di fatto che le tematiche ESG stanno diventando sempre più centrali nella vita delle società di tutto il mondo e l’UE sta adottando strumenti per accelerare la transizione verso una sostenibilità completa ed armonizzata.
L’applicazione della Direttiva sarà graduale e riguarderà le imprese, sia europee sia di paesi terzi (operanti in UE):
- con oltre 5000 dipendenti e un fatturato superiore a 500 milioni di euro a partire dal 2027;
- con oltre 3000 dipendenti e un fatturato superiore a 900 milioni di euro a partire dal 2028;
- tutte le altre imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva (ovvero quelle con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro) a partire dal 2029.
La Direttiva prevede misure relative alla due diligence che le società devono applicare, ed ha lo scopo di individuare gli impatti negativi (adverse impact) che le stesse producono, prevedendo anche sanzioni. Il processo di adeguamento che la Direttiva mira ad implementare viene suddiviso in 6 fasi:
- integrazione del dovere di diligenza basato sul rischio (risk based approach) nelle politiche e nei sistemi di gestione;
- individuazione e valutazione degli impatti negativi sui diritti umani e degli impatti ambientali negativi;
- prevenzione, arresto o minimizzazione degli impatti negativi (siano essi effettivi o potenziali) sui diritti umani e sull’ambiente;
- monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle misure;
- comunicazione (pubblicazione di dichiarazioni annuali);
- riparazione degli impatti negativi.
Vista l’importanza delle tematiche trattate dalla Direttiva, è indispensabile adeguarsi a questi standard che diventeranno presto la norma e, soprattutto, condizione necessaria per operare nel mercato europeo.
La Direttiva impone non solo alle aziende rientranti nell’ambito di applicazione ma, indirettamente, anche alle organizzazioni che forniscono loro beni e servizi, di implementare un sistema organizzativo adeguato.
La Direttiva, una volta approvata formalmente dal Consiglio e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, dovrà essere recepita da parte degli Stati membri.
Per maggiori informazioni, questo è il link con il Press release del Parlamento Europeo: https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20240419IPR20585/due-diligence-meps-adopt-rules-for-firms-on-human-rights-and-environment
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A cura di:
avv. Caterina Vecchio ; Dott.ssa Giulia Fanesi
Il presente documento ha lo scopo di fornire una prima informativa generale sulle novità normative e, pertanto, non potrà essere utilizzato o interpretato quale parere legale. Un’analisi precisa delle ricadute della normativa rispetto alla singola società potrà essere effettuata solamente su specifico incarico.
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